Ultra-ortodossi dell’allenamento: non siate ordinari.

By Red & Bastard

Da quando il progetto RawTraining.eu è venuto alla luce dedico quotidianamente alcuni minuti alla lettura dei post di vari forum e comunità italiane. A zonzo per la rete si può leggere di tutto, ma la cosa che più mi sorprende è scoprire che autori sconosciuti a volte ne sappiano di più di certi trainer. Noto così come alcune persone affermate nella vita reale, rischiano di perdere la faccia in quattro e quattr’otto per una risposta insufficiente o per un articolo banale, magari scritto soltanto per fare curriculum. La meraviglia la raggiungo quando scopro che altri trainer reclamizzati scrivono libri mostrando un esercizio per un altro o esecuzioni tecnicamente errate.

Quello che invece osservo trasversalmente, è un atteggiamento ultra-ortodosso nei confronti di questo o di quel metodo, piuttosto che di quello o di quell’altro attrezzo. Mettere in discussione un metodo o un attrezzo con certi elementi è come offendergli l’amata.

Sono certo della bontà dei più, inoltre penso anche che per la stragrande maggioranza delle persone l’allenamento altro non è che una piacevole distrazione dai problemi quotidiani. Ciò non toglie però che questa sia una visione miope e poco produttiva.

Non mi stancherò mai di ripetere che la scelta dei metodi, dei protocolli e dell’attrezzatura, è figlia degli obiettivi che si intende raggiungere, mai viceversa.

C’è chi improvvisa infinite ripetizioni con carichi bassi, chi prova un circuito di conditioning, chi azzarda un piramidale a onda, chi sperimenta per una sola sessione il Tabata, chi usa solo manubri e bilanciere, chi i KB e chi il corpo libero. Ultra specializzati ma senza obiettivi.

So di ignorare moltissima conoscenza, ma una cosa la so: l’attrezzo e il metodo perfetto per tutti ancora non ci sono.

Ogni individuo è diverso dagli altri, fisicamente e geneticamente; quello che è più efficace per una persona non è detto che lo sia anche per le altre. Un metodo d’allenamento è efficace se è inserito in una programmazione più ampia (almeno 1 mesociclo). Fare un lavoro sub-massimale per una sessione d’allenamento all’anno a cosa serve? Qual è l’attrezzo che da solo può sviluppare adeguatamente specifici gruppi muscolari e può coprire le diverse qualità della forza? Perché trincerarsi nell’ultra-ortodossia dell’allenamento quando questa è poco produttiva?

Bisogna variare con intelligenza e metodo! Il problema è che la varietà implica il cambiamento, e questo è ciò che più spaventa le persone ordinarie.

5 Risposte a “Ultra-ortodossi dell’allenamento: non siate ordinari.”

  1. usbman Dice:

    Ciao a tutti, posso sapere a che serve quella specie di carretto che sta come foto in alto al blog? Da molte parti l’ho visto ma non capisco come funziona, grazie

  2. Red & Bastard Dice:

    Giura che non ci prendi in giro?!
    È una trap-bar o quad-bar. Qui si capisce meglio. Serve per gli stacchi da terra.

  3. usbman Dice:

    Dico veramente red, non ho mai capito a che servisse, io ho sempre usato un bilancere per farlo, non sono mai entrato in una palestra e ho sempre fatto allenamento da solo o con qualcuno che non capisce più di tanto in questo campo quindi non sono tanto informato sugli attrezzi. Uso solo bilanceri, manubri e sandbox, vorrei comprare dei kettlebell ma dopo aver visto i prezzi ( i miei mi avrebbero ammazzato se li avessi comprati) ho deciso di costruirmeli da solo.

  4. Grizzly Dice:

    Ci puoi fare anche altre cose con un po’ di fantasia come la camminata,oppure le scrollate x i trapezzi.

  5. bodyblast Dice:

    conoscete Paul kelso???

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